“You’re gonna drown tomorrow if you cry too many tears for yesterday” – Townes Van Zandt
Più o meno un anno fa ho preso la decisione di smettere di fare il comico perché, oltre ad aver perso una certa quantità di passione, il palco stava facendo scempio della mia testa e dei miei rapporti.
Visto che da lì in poi avrei lavorato solo scrivendo, non mi ci è voluto molto a capire che volevo avere un piano B, nella forma di qualcosa da poter insegnare nel caso in cui questa seconda vita artistica non si rivelasse fruttuosa.
Avevo già provato ad andare all’università, prima Psicologia e poi Lettere, ma non avevo mai fatto praticamente nulla e mi ero ritirato completamente a inizio 2021 per inseguire la carriera da comico.
Quanto ero pazzo e scriteriato nel 2021? Abbastanza da non fare mai davvero la rinuncia agli studi perché c’era una tassa aperta da pagare prima di poter mandare tutto in accettazione.
“Tanto non tornerò mai all’università, la fottuta stand-up è l’unica direzione per me”, dicevo.
Ovviamente, nel giro di qualche mese avevo già dimenticato questo passaggio, figuriamoci se quest’anno me ne sono ricordato. La ragazza con cui stavo al tempo mi ha confermato l’altro giorno che invece ho proprio fatto così.
Insomma, quest’estate mi sono iscritto a Storia – cosa che l’università ti lascia fare – e ho pagato anche la tassa d’iscrizione – altra cosa che l’università ti lascia fare – e ho anche avuto accesso ai corsi ma, nel momento in cui ho voluto compilare il piano carriera per iscrivermi a un preliminare di storia greca, il sito di UniTo mi ha detto molto candidamente dove potevo infilarmi i miei buoni propositi per il futuro.
Se non saldo quattro anni arretrati di Lettere ho quasi tutto bloccato: posso solo iscrivermi a quello che voglio e pagare tutte le tasse di iscrizione che voglio.
E quindi non farò l’università.
Non so come o per chi ma me ne torno svelto a lavorare come autore e magari mi organizzo anche per trovare qualche lavoro un po’ più stabile.
Da un certo strano punto di vista sono quasi sollevato, addirittura elettrizzato.
Per la maggior parte, comunque, sono incazzato nero.
Ho passato l’intero 2024 a immaginare come sarebbero stati i prossimi tre anni e spicci della mia vita e ora è tutto crollato grazie a uno dei peggiori Pietro del passato.
In generale sono già uno che fatica a visualizzare il futuro, ma questa volta mi ero davvero impegnato, quindi voglio almeno trasformare quello a cui avevo pensato in un’intramontabile opera d’arte quale è tutto ciò che carico sul mio blog.
Quindi: come sarebbe andata la mia vita se fossi tornato all’università?
PRIMO ANNO
Ignoriamo il fatto che ho effettivamente frequentato le lezioni per buona parte del primo semestre? Grazie.
Il primo anno va così: nel giro della prima settimana di lezioni mi si costruisce attorno un gruppo etnicamente eterogeneo di persone più giovani di me. Credono di avere disperatamente bisogno del mio consiglio per orientarsi al meglio nella spaventosa prima metà dei vent’anni.
Col tempo, farò capire loro che hanno già dentro tutte le risposte che cercano.
Prima però li devo usare.
Nel gruppo ci sono dalle tre alle quattro ragazze molto attraenti che non riescono a nascondere quanto sono attratte da me: attorno a loro ci sono solo ragazzini, mentre io sono un uomo realizzato e corre voce che sono un amante incredibile.
La voce l’ho fatta spargere io grazie all’aiuto di un amico etnicamente irreprensibile.
Nel primo semestre faccio sesso con una di loro una dozzina di volte prima di separarci amichevolmente. Lei non vorrebbe, ma con la mia saggezza da ventiseienne le dimostro che è giusto così.
Senza nemmeno studiare troppo, do tutti gli esami che devo dare e li supero a pieni voti perché sono un genio.
Nel frattempo, carico sul mio blog decine di racconti che sono subito chiacchieratissimi nell’underground letterario italiano.
Si sospetta che io possa essere il nuovo Cechov.
Nel secondo semestre faccio sesso con le altre ragazze del gruppo meno una, con cui avrò un flirt impossibile – per lei – fino alla laurea.
Frequento un sacco di feste in casa e non solo mi diverto, sono direttamente un direttore d’orchestra sociale.
Si ride e si scherza quando racconto aneddoti sul mondo dello spettacolo (“Una volta mi sono esibito con un polmone collassato”, “Max Angioni mi ha molestato in un bagno”, cose così), poi rivelo che noi artisti siamo tristi e si piange.
A queste feste so anche ballare, non invidio gli uomini carismatici e non ho paura delle donne.
SECONDO ANNO
Una potente casa editrice mi contatta per stampare il mio blog, le cui traduzioni in inglese fatte con ChatGPT hanno vinto un Pulitzer a fine 2025.
Dico loro che certe cose non sono in vendita ma che, se proprio vogliono, possono darmi immediatamente una valanga di quattrini per scrivere un romanzo da fargli pubblicare.
Accettano.
Bilanciando perfettamente lavoro, studio e una torrida relazione segreta con un’assistente che prima stava con un professore cattivo e ora sta con me, finisco di scrivere in tempo da record la prima avventura di Tommy Tacoma, un giovane investigatore dell’occulto.
Tipo Scooby-Doo ma da solo.
Uno penserebbe che l’assenza della fortunatissima dinamica di gruppo “figo-fattone-figa-secchiona-cane” possa rendere noiose le mie storie, ma “Tommy Tacoma E La Messa Nera Di Messina” vende milioni di copie.
A questo punto sono praticamente l’eroe dell’università.
Movimenti studenteschi opposti gli uni agli altri mi implorano di partecipare alle loro riunioni per ispirare le giovani menti al comunismo/fascismo.
Vado a tutte le riunioni e salvo i ragazzi dall’eccessiva identificazione politica.
UniTo diventa la prima università completamente depoliticizzata del paese ed è tutto merito mio.
Ci importa solo di studiare sodo e di divertirci la sera, scoprendo noi stessi e i giovani corpi di chi più ci piace.
Ho tutti 30 e lode, i professori non vorrebbero nemmeno farmi sostenere gli esami, ma insisto di dare loro prova che la mia preparazione è degna di qualsiasi storico a tempo pieno.
In vista del terzo anno, mi lascio amichevolmente con l’assistente perché è arrivato il momento di rastrellare tutto il rastrellabile.
TERZO ANNO
Giro per Palazzo Nuovo in tunica come Cristo.
Ho quasi trent’anni e mi è finalmente uscita la barba: è lunga, folta e lucente.
Nessuno saprà mai che ho speso la maggior parte dei soldi guadagnati grazie a “Tommy Tacoma E La Messa Nera Di Messina” per una cura ormonale che lo rendesse possibile.
Sono in una relazione poliamorosa con ogni singola studentessa: io le amo tutte, loro amano tutte me. Le mie antiche ferite d’amore sono un lontano ricordo di cui rido alle lacrime mentre vengo masturbato da sei mani diverse.
Non mi manca l’energia necessaria a gestire questo viavai sessuale in casa mia.
Anche gli odori sono sotto controllo.
Scrivo “Tommy Tacoma Contro I Pokemon” e mi regalano la Scuola Holden.
Mentre porto a termine gli studi, scopro che stiamo raccontando la storia dell’umanità al contrario e, dopo aver sconfitto lo stesso professore cattivo di prima, che voleva sotterrare tutto, vengo premiato con la laurea.
Non devo nemmeno scrivere una tesi o discuterla.
Con la giusta quantità di lacrime saluto i miei amici del primo anno, non mi hanno mai abbandonato.
Rivelo loro che è stata proprio l’eterogeneità etnica del gruppo a farmi imparare il vero segreto dell’amore: non c’è nessun segreto.
L’amore è la cosa più bella che facciamo nonostante il grande dolore che si porta dietro.
Non c’è perdita peggiore o più deprimente, eppure torniamo sempre lì, ad amare.
E più diamo e meno chiediamo, meglio amiamo.
Che meraviglia che è la vita.
QUARTO ANNO
Boh, insegno Storia? Cazzo ne so.
Ciao Pietro, mi potresti girare il link amazon per acquistare “Tommy Tacoma E La Messa Nera Di Messina”? Grazie in anticipo!
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